Annotazioni di un raccoglitore lucano
Raccogliere in Basilicata: il setaccio del dialetto lucano, sollevare e recupero.
Annotazioni di un raccoglitore lucano - Dialetti di Basilicata

Ho scelto di definirmi raccoglitore e quello che riuscirò a dire da oggi in poi potrà chiarire man mano grazie ad esempi il senso di questo appellativo. Se, però, vogliamo indugiare in innocue spigolature semantiche, basterà per il momento proporre il significato base del verbo ‘raccogliere’, che è il seguente: “sollevare da terra, con una più o meno implicita idea di recupero” (Devoto-Oli 2000/2001). In questa accezione si vede il valore fondamentale dell’azione di questo verbo, proprio attraverso la sottolineatura di due parole, quali ‘sollevare’ e ‘recupero’.
Le mie, dunque, sono impressioni annotate da parte di chi per ventura si è trovato a girare buona parte della Lucania in questi ultimi tre anni. Da Picerno e dintorni attraverso i boschi del Parco di Gallipoli-Cognato, fino alla murgia materana e la costa ionica e poi giù fino al confine sud orientale con la Calabria. Scoperte e rivisitazioni filtrate mediante il setaccio del dialetto, sollevato con rispetto e premura ogni volta «da terra con una più o meno implicita idea di recupero», anche se ogni volta – a dire il vero – è stato il dialetto stesso con cui entravo in contatto a sollevarmi da ogni pregiudizio o torpore.

 

Raccoglitore Lucano - Paolo Curcio

 


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